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Gruppo carcere PDF 
“Ero in carcere e siete venuti a trovarmi” (Mt 25,36)

“Il cancello di ferro si è chiuso dietro alle mie spalle, poi un altro e un altro ancora…un’alternanza di sbarre che si chiudono e si aprono. Mi ha avvolto un gran senso di isolamento, di silenzio, di schiacciamento dato  dai corridoi di colore grigio molto larghi e bassi. Il carcere hai suoi orari, i suoi riti, i suoi tempi…bisogna rispettarli.”

Entrare in carcere è sicuramente un’esperienza arricchente per tanti motivi che non è sempre facile spiegare. È un mondo a parte, sospeso. Sospeso nel tempo e nello spazio. C’è la gioia dell’incontro, dello stupirsi, del riconoscersi così vicini, dello scherzare, del parlare di Gesù.
L’opinione pubblica conosce i detenuti attraverso ciò che ci viene detto dai media, attraverso la cronaca nera, il sovraffollamento, l’indulto. Ma nessuno parla di ciò che avviene dentro al carcere, delle grandi difficoltà che un ex detenuto ha all’uscita, quando si deve reinserire in una società che lo giudica.
Entrai per la prima volta in carcere nel febbraio del 2003. Rimasi molto colpita nel vedere delle persone “normali” di fronte a me, immaginavo sguardi “cattivi”, “malvagi” che non trovai. Trovai e ho sempre trovato, invece, persone estremamente gentili e disponibili al saluto, al ringraziamento, alla partecipazione.
La situazione di sofferenza rende disponibili verso tutto ciò che può essere un segnale d’aiuto.
Il mio servizio in carcere, come quello degli altri volontari che insieme a me partecipano a questa esperienza, è quello di andare ad animare due messe della domenica più o meno una volta al mese. I detenuti devono scegliere: o l’ora d’aria o la messa. In molti vengono alla messa, forse solo per aver un incontro con gli altri. Altri, invece, per cercare davvero quel Gesù che nelle lunghe ore di ogni giorno giorno dà loro il perdono che spesso non trovano nemmeno nei familiari e negli amici. Ogni volontario che entra in carcere cerca di rendere meno inutile il tempo che i detenuti trascorrono dietro alle sbarre.
Il nostro servizio, per i detenuti, è molto importante perché capiscono che in quell’ora non sono isolati, ghettizzati, esclusi dal resto del mondo ma che proprio parte di questo mondo entra nel loro senza invaderlo, senza il voler sapere il perché della loro reclusione, senza giudicare.
È strano, ma quando esco dal carcere mi sento di avere ricevuto una grande lezione di umanità.
Se sei curioso di sapere da chi sono popolate le nostre carceri, l’età, la nazionalità, il tipo di crimine più frequente dei nostri detenuti, … puoi guardare sul sito del ministero di grazia e giustizia. C’è tutta un’area dedicata al Pianeta Carcere.
Se invece vuoi saperne di più, vuoi diventare anche tu volontario, se vuoi organizzare un incontro per i bambini/ragazzi  ci puoi contattare.

Rachele